Io sono il mio sesso o la mia sessualità?

Posted: 15th gennaio 2014 by francescopaologentile in Senza categoria
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poliamore_monogamia_coppie-omosessuali-615x380Un Credo e le regole religiose non si possono imporre per decreto legislativo, quindi quando la Chiesa con le sue regole e i suoi tabù vuole entrare a gamba tesa in quelle che sono, o dovrebbero essere, le regole/normative di una Nazione fa un atto per me illegittimo. Uno stato deve essere Ateo, ogni religioso è libero di vivere la sua vita seguendo i dettami del proprio Dio senza che questi ricadano o influenzino la vita, o il modo di vivere di chi non è religioso o che non crede in quelle regole.

Ora entro nello specifico, il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Non è in discussione il Matrimonio Religioso tra persone dello stesso sesso, ma una unione Civile, che uno Stato dia una normativa  per una convivenza, che dia dei diritti/doveri a due persone che hanno deciso di vivere la loro vita insieme, coronare il loro sogno d’amore. Quindi tengo a sottolineare e ripete dare delle regole che tutelino dei CITTADINI ITALIANI.

Per far comprendere l’importanza che ci siano delle regole che tutelino i Cittadini Italiani indipendentemente dai gusti sessuali vorrei porvi all’attenzione una storia, una storia di pura fantasia che però potrebbe accadere nella vita reale, e che forse potrebbe essere anche una storia realmente accaduta.

“Luigi e Luca (o Anna e Lucia) sono due persone che si amano,  25 anni fa decisero di andare a vivere insieme, di coronare il loro sogno d’amore. Luigi (o Anna) è un impiegato di Banca è il suo stipendio è sufficiente per mantenere entrambi, Luca (o Lucia) gestisce la casa … cucina, fa la spesa, si preoccupa di tenere pulito il loro nido d’amore.  E si prende cura del suo amato.

Da quando i due amanti decisero di andare a vivere insieme le rispettive famiglie non vollero avere più loro notizie, li ritenevano una vergogna, il loro modo di vivere era considerato contro-natura, osceno e ritenevano che il loro comportamento fosse oltraggioso e denigrante anche per i familiari. Da 25 anni i due amanti avevano un’unica famiglia quella che si erano creati contro tutto e tutti.

Un giorno Luigi (o Anna) tornando da lavoro ebbe un grave incidente che gli provocò un coma irreversibile.

Passavano le ore e l’amato non tornava a casa, normalmente era sempre puntuale, poteva ritardare di 10/15 minuti a causa del traffico più o meno intenso … ma un ora mai! Il telefono non squillava era spento. Anche in ufficio non rispondeva nessuno. All’improvviso la notizia arrivò come un fulmine a ciel sereno da un TG locale “grave incidente tra due auto l’autista della vettura x è deceduto sul colpo, quella della vettura y è ricoverato in prognosi riservata presso l’ospedale della città. Riconobbe la macchina, era la sua macchina quella tutta accartocciata che avevano fatto vedere in TV, nessuno l’aveva informato/a lui/lei per lo Stato non è considerato un familiare da informare.

sono-cresciuto-con-genitori-omosessuali1La corsa in ospedale dove era ricoverato il suo amore, giunto dietro la porta i parenti del ricoverato gli impedirono di avvicinarsi alla porta per dargli la possibilità di stare accanto alla persona che amava. Anzi fu obbligato/a ad attendere gli esiti del ricovero in sala d’attesa, al piano di sotto, senza che nessuna la informava, e neanche i medici le potevano dire cosa accadeva, di farle conoscere la situazione clinica dell’amato perché i familiari avevano proibito che venissero divulgate informative. Persone che l’ avevano ripudiato 25 anni prima, che per un ¼ di secolo avevano negato la sua esistenza, oggi,  avevano il potere di decidere su come doveva essere curato, stargli vicino proibendo ad altri di avvicinarsi.

Luca (o Lucia) nel tentativo di avere in un qualche modo una notizia, sapendo che se si fosse allontanato/a nessuno l’avrebbe informato/a su eventuali avvenimenti non si mosse da quella sala, sola, aiutata e assistita dalla solidarietà di altri ricoverati e di chi veniva a trovare i propri cari e che aveva notato quella persona sola e disperata. Venne a sapere della morte di Luigi (o Anna), dopo una settimana di agonia,  in sala d’attesa senza che nessuna la potesse confortare, senza avergli dato la possibilità di vedere per l’ultima volta l’amato, senza aver avuto la possibilità di stringergli per un ultima volta la mano.

I due amanti si conobbero quando i due avevano 20 anni e furono fidanzati per 5 anni, un amore clandestino che dovettero tenere nascosto per evitare ripercussioni da parte di amici e parenti, prima di andare a vivere insieme e smettere di vivere in clandestinità il loro amore. Luca (o Lucia) prima di andare a vivere con Luigi (o Anna) lavorava in una Azienda privata, essendo lo stipendio del defunto sufficiente per vivere in modo agiato per entrambi decisero che sarebbe stato più opportuno che avesse lasciato il lavoro per prendersi cura della casa. Oggi dopo la morte dell’amato si ritrova a 50 anni senza più il sostegno della persona con la quale ha diviso la sua vita, senza un sostegno economico, senza più una casa perché questa sulla carta apparteneva al defunto. Oltre all’amato aveva perso anche la sua casa, i suoi mobili e tutto quello che si erano fatti con anni di sacrifici perché per la legge lui/lei non è nessuno e tutti i suoi beni andranno a persone che per 25 anni li hanno ripudiati.”

Perché la religione deve dettare le regole di una Nazione? Perché io che non credo in Dio mi si deve imporre cosa è giusto o sbagliato per quando riguarda l’orientamento  sessuale, considerando solo il guscio che ognuno di noi ha? non possiamo credere che sesso e orientamento sessuale siano un’unica cosa, che uno sia conseguenza dell’altro, ma sono ben altri fattori ad analizzare. Per definire il sesso è semplicissimo, ed è una cosa attribuibile dalla nascita, maschio o femmina. E per determinare l’orientamento sessuale? E cosa è realmente importante quello che uno è, o cosa il nostro contenitore dice cosa siamo?

Refo-TorinoSe la sessualità è dovuta da una combinazione chimica all’interno del nostro corpo, e se a dettare il nostro IO è la combinazione chimica di diversi fattori perché discriminare chi ha un sesso che è differente dalla sessualità? Perché considerare malattia un qualcosa che malattia non è? Perché permettere alla religione di ghettizzare dei comportamenti che in realtà sono naturali?

Mi sento spesso dire che la vita di coppia è finalizzata alla procreazione e non si può considerare tale se non ha il fine ultimo della prole, quindi se in una coppia uno dei due è sterile anche quella coppia non la si può considerare tale? Tutte le coppie che non hanno potuto avere figli sono situazione impure agli occhi di chi ci dovrà giudicare dopo la morte?

Perché non iniziamo ad aggiungere un nuovo parametro nell’attribuirci il nostro essere, oltre ad identificarci come uomini e donne, non potremmo anche essere identificati con la nostra sessualità e quindi anziché avere solo due sessi, avere due sessi e quattro sessualità?

Lo stato ha il DOVERE di tutelare i suoi CITTADINI e ha il DOVERE di dare delle REGOLE per TUTTI i Cittadini e non escludere alcuni solo perché i comportamenti sono contrari ad una o più Religioni.

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