La Tomba della Medusa

Posted: 16th agosto 2014 by francescopaologentile in Senza categoria
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imagesPer riportare alla luce La Tomba della Medusa e costruire la struttura che l’avrebbe dovuta salvaguardare dagli agenti atmosferici la Regione Puglia nel 1998 stanziò un finanziamento di 3 miliardi di lire e ci fu anche un contributo di 555 milioni di lire dal Comune di Foggia.

Nel 2007 furono stanziati dal Governo 1.5 milioni di euro, ma dimenticati dall’amministrazione Ciliberti, furono ritirati perché inutilizzati.

Non siamo i primi ad occuparci della tomba della medusa e purtroppo non saremo neanche gli ultimi, prima di noi se ne sono occupati altri cittadini che si sono spesi affinché il sito avesse la giusta valorizzazione, ci sono state interrogazioni al Parlamento e alla Regione. Neanche Striscia la Notizia e l’averlo portato a livello nazionale è servito per ridare il giusto valore ad un sito funebre dalle caratteristiche prettamente Daune.

http://www.downvids.net/tomba-della-medusa-striscia-la-notizia-denuncia–460356.html

ARPI (v. s 1970, p. 78). – Le recenti acquisizioni si riferiscono principalmente al periodo compreso fra il IV e il II sec. a.C., contribuendo alla ricostruzione del momento più significativo della storia della città daunia, fra la seconda guerra sannitica e la guerra annibalica. Tuttavia alcuni saggi (1980) hanno evidenziato, in corrispondenza dell’aggere che delimitava l’insediamento in età arcaica, parte del fondo di una capanna (VII sec. a.C.) e, in un’altra zona, una tomba a fossa (prima metà del V sec. a.C.) contenente, insieme a ceramica geometrica di produzione locale, importazioni ceramiche dall’area magnogreca, a conferma dell’apertura del centro dalla metà del VI a.C., oltre che all’area campana etruschizzata (bucchero pesante, antefisse di tipo nimbato con testa femminile), alla Magna Grecia (coppe «ioniche», antefisse di tipo circolare con gorgòneion). [da Enciclopedia Treccani.it]

la medusaaLa tomba della medusa, uno dei più grandi ritrovamenti preromanici, prende il nome  dal frontone con la raffigurazione della Medusa,  e fu portata alla luce dall’archeologa Marina Mazzei nel 1989 con uno scavo profondo circa 5 mt., ma già dal 1980 fu individuata e saccheggiata del suo corredo funebre dai tombaroli che la danneggiarono irrimediabilmente con i due fori sulla volta, ovviamente ancora visibili. Oggi ci si domanda se il modo migliore per preservarla è quello di reinterrarla.

Lo stato di totale abbandono ha permesso in questi anni che i tombaroli potessero depredare il territorio scavando addirittura il sito con degli escavatori. Si presume che sono oltre 200000 i reperti archeologici trafugati ad Arpi e con tutti quei reperti si sarebbe potuto realizzare uno dei più grandi musei al mondo. Quello che non è stato depredato è esposto al Museo Civico di Foggia.

Nel 1984 dalle mani di alcuni tombaroli, in maniera fortunosa, ad un posto di blocco di routine, fu sottratto il fronte in pietra che rappresenta la testa della Medusa che era già in viaggio verso Napoli. Ma non sono mancati atti vandalici con il danneggiamento delle colonne del vestibolo, gli affreschi e i mosaici che erano stati già restaurati.

Anche la cancellata che era stata realizzata lungo il perimetro del sito in alcuni punti è scomparsa, alcuni vetri della copertura sono rotti e non è da sottovalutare la possibilità che in caso di piogge a carattere temporalesco, per la forma ad inghiottitoio (imbuto) che ha assunto, il sito possa anche essere invaso dall’acqua. Il gabbiotto che probabilmente doveva fungere da biglietteria e rifugio per il guardiano è completamente vandalizzato.

La tomba oggi si presenta con un lungo corridoio scosceso che permette di raggiungerla tra pali da impalcatura che sorreggono le mura del corridoio e la prima struttura che la sovrasta. All’ingresso sono presenti le colonne con capitelli vandalizzate, di cui uno delle 4 è stata trafugata.

 

la medusaaaLa Capitanata nonostante ha il bacino archeologico più grande della Puglia e una economia che basata sul turismo (Gargano e Turismo Religioso) non valorizza i siti creando un ulteriore incentivo per incrementare il turismo nel nostro territorio e rilanciare una economia, quella turistica, in probabile discesa.

Una domanda, quante saranno le tombe scoperte e non denunciate per paura degli espropri che comporterebbe l’avere un sito così prezioso all’interno del proprio campo agricolo?

http://youtu.be/I_6STT9lOLo

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