Si può cercare Metano in un quartiere periferico di una città?

Posted: 6th gennaio 2015 by francescopaologentile in Senza categoria
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Avete mai sentito parlare di subsidenza?

Wikipedia ci spiega che la subsidenza o subsistenza è un lento e progressivo abbassamento verticale del fondo di un bacino marino o di un’area continentale. Il fenomeno è particolarmente evidente nelle aeree di geosinclinale dove l’attività di sedimentazione produce imponenti serie detritiche, con spessori che possono essere di migliaia di metri; ciò è spiegabile solo ammettendo un lento abbassamento del bacino simultaneamente alla deposizione e all’accumulo dei sedimenti. La subsidenza può avvenire sia per cause naturali o essere indotta dall’uomo. Le cause che possono scatenare il fenomeno indotte da attività umane sono principalmente lo sfruttamento eccessivo delle falde acquifere e l’estrazione di petrolio o gas dal sottosuolo.

Nell’analisi fisica integrata del territorio della Provincia di Foggia si legge che vaste zone della nostra provincia sono soggette da tempo al fenomeno di subsidenza.

Dalla relazione si evince che il cedimento è causato da:

  • dall’estrazione di sostanze fluide o solide dal sottosuolo, ad esempio in aree nelle quali si pratica un intenso sfruttamento di giacimenti petroliferi o gassosi o in zone minerarie dove possono crearsi crolli di vecchie gallerie abbandonate;
  • dal costipamento di strati compressibili sotto l’azione di carichi concentrati e pesanti;
  • dall’emungimento di grandi quantità d’acqua per scopi industriali o irrigui da strati porosi (ad esempio sabbiosi) alternati a strati limoso-argillosi impermeabili.

Nel nostro territorio le località soggette al fenomeno della subsidenza sono le seguenti:

  • i dintorni di Cerignola (quadrante a Nord-Ovest della città);
  • i dintorni di Foggia (quadranti a sud e ad est, vedi ad esempio la Basilica di Madonna Incoronata (dove le crepe sulle sue pareti ne sono una testimonianza);
  • i dintorni di Lucera e di Ascoli Satriano.

CatturaCome se ciò non bastasse, in località Salice Vecchio, a circa 5 km dal centro abitato, la MEDOILGAS società laziale concessionaria delle trivellazioni nel nostro territorio che da Luglio 2014 risulta assorbita dalla multinazionale Britannica Rockhopper S.p.A, avrebbe da un po’ di tempo posto l’interesse  nel saggiare la presenza di idrocarburi attraverso la perforazione di un pozzo nella zona di “Masseria Conca” meglio conosciuta ai noi Foggiani come “Salice Vecchio”, quartiere non solo altamente residenziale ma anche di fortissima vocazione agricola. All’interno della concessione sono già stati perforati i pozzi di “Torrente Celone 1” e “Vigna Nocelli 1”, entrambi riscontrati produttivi ed il pozzo “Lucera 6” risultato invece sterile.

Se anche il pozzo esplorativo nella zona del Salice Vecchio, dovesse risultare positivo, ci chiediamo quali siano i criteri di ordine ambientale e sociale che autorizzerebbero l’estrazione del prezioso gas.

Innanzitutto la distanza del pozzo dalle case è sufficiente a salvaguardare i residenti da un eventuale incidente?

Ed inoltre, quali i criteri di salute ambientale sottesi ad un’autorizzazione che anche se concessa  a solo scopo esplorativo, per poter raggiungere la profondità stabilita durerebbe circa 28 giorni con lavori svolti a ciclo continuo (24 ore) ed un rumore costante pari a 42 decibel? Studi sugli effetti del rumore sull’organismo, hanno dimostrato che rumori tra i 35 e i 60 decibel sono capaci di alterare alcuni parametri dell’organismo. Gli studi effettuati si riferiscono ad un limite nettamente inferiore a 28 giorni senza interruzione.

Oltre ad un problema oggettivo di inquinamento acustico, ci sarebbe il rischio costante  causato da un incidente che comprometterebbe, inquinandola irrimediabilmente, la qualità delle acque nella falda sottostante.

Tale falda oltre ad essere utilizzata per irrigare i campi agricoli, viene anche utilizzata dai residenti per scopi di uso domestico (per es. bere o cucinare) non essendo la zona ancora allacciata alle condutture dell’Acquedotto Pugliese.

1Come si legge dal Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Foggia (PTCP) alla pagina 213:

“Vaste zone della nostra Provincia sono soggette da tempo ad un lento fenomeno di subsidenza, Come è noto con tale voce si indica un abbassamento di più o meno estese porzioni di terreno. Il cedimento, che può essere anche di notevole entità, ha in genere cause riconducibili all’attività antropica.”

Secondo il PTCP, tra le zone soggette a sensibile subsidenza, ci sono i dintorni di Foggia, quadranti a sud  e ad est, ovvero proprio l’area interessata dalla suddetta trivellazione esplorativa.

Sempre dallo stesso documento, si evince che le crepe presenti sulle pareti della Basilica dell’Incoronata sono riconducibili al fenomeno appena descritto.

Un’altra domanda che noi cittadini ci chiediamo riguarda il tipo di tecnica utilizzata.

Una delle tecniche di estrazione di gas metano dal sottosuolo è la “fratturazione idraulica”, meglio conosciuta  con il termine anglofono “fracking”.

La tecnica sfrutta la pressione di un fluido, generalmente acqua, per creare e propagare una frattura in uno strato roccioso.

Diversi studi hanno confermato che la tecnica della fratturazione idraulica può produrre micro-sismi indotti e localizzati di intensità molto limitata, ma se i sedimenti sono superficiali ci possono essere seri problemi di stabilità, ne è un esempio il Rocky Mountain Arsenal in Colorado dove furono registrate una serie di scosse indotte con punte massime di magnitudo di 5.5 della scala Richter.

Considerando che il nostro territorio è catalogato come zona altamente sismica, una simile tecnica di estrazione potrebbe  accentuare il fenomeno provocando un sisma di una magnitudo tale da mettere in serio pericolo l’intera popolazione della Capitanata.

Il Consigliere Comunale Vincenzo Rizzi, su richiesta degli attivisti dell’associazione “FoggiAttiVa” ha presentato un’interrogazione al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale, per chiedere se il Comune intende autorizzare la Rockhopper italia S.p.A. a procedere alle trivellazioni, in considerazione del fatto che durante la conferenza di servizi dello scorso  27 marzo del 2014 tenutasi negli uffici della Provincia di Foggia, l’allora Assessore all’Ambiente della giunta Mongelli, Pasquale Russo, non diede parere negativo, ma si riservò un tempo di 60 giorni  per valutare le azioni da intraprendere e per  avvalersi di una consulenza terza.

La richiesta dei cittadini che fanno riferimento a FoggiAttiVa con il tramite del Consigliere Comunale Vincenzo Rizzi, è che il Sindaco si adoperi affinché simili interventi non vengano mai autorizzati in prossimità di centri abitati.

[Questo articolo è stato realizzato in collaborazione con Katia Basile]

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